CALL TO ACTION: EMERGENZA AL RIFUGIO CUORI LIBERI

By stopcasteller

Sabato avevamo programmato di scendere a Pescara, per unire la nostra rabbia a quella di tutte le persone che scenderanno in piazza in ricordo di Amarena alla manifestazione organizzata da LNDC Animal Protection. Credevamo fosse importante portare la nostra testimonianza di attiviste trentine sia per far sapere che non tutte le persone che vivono in Trentino odiano gli orsi e gioiscono della loro uccisione, sia per marcare le evidenti differenze tra la scellerata gestione della convivenza targata Provincia Autonoma di Trento e quella della Regione Abruzzo, che non è ovviamente priva di problematicità, ma niente a che vedere con lo schifo che Fugatti ha messo in campo in questi mesi.

Un fatto drammatico, che nelle ultimissime ore sta assumendo sempre più i tratti di un’emergenza che mette i brividi, ci obbliga però a modificare i nostri piani, rinunciando a prendere parte alla manifestazione per andare invece a Pavia in supporto alle compagne e ai compagni che si stanno già mobilitando in difesa dei suini rifugiati del Santuario “Cuori Liberi”.

È di un paio di giorni fa la terribile notizia che due maiali del rifugio sono deceduti dopo aver contratto un virus letale, la Peste Suina Africana (PSA). Lo svilupparsi di numerosi focolai in tutta la zona non ha risparmiato purtroppo la piccola “isola felice” che è Cuori Liberi. Ma come non fosse abbastanza il dolore suscitato dalla perdita dei propri compagni animali, ecco il dipanarsi di tutto l’orrore della società specista: direttamente dai piani alti di Regione Lombardia arriva l’ordine di abbattimento di TUTTI i suini ospiti del rifugio, sani o ammalati. Se necessario, hanno annunciato, SCHIERERANNO L’ESERCITO.

E tutto questo per un virus che, lo ricordiamo, è del tutto inoffensivo per la nostra specie, ma che costituisce una minaccia enorme per il settore dell’allevamento dei maiali. I suini detenuti all’interno dei numerosissimi allevamenti che circondano il rifugio sono già stati TUTTI sterminati. Non solo, a fare le spese delle politiche volte all’eradicazione del virus saranno ovviamente anche tutti i suini liberi della zona, anche in questo caso si sta già parlando apertamente di schierare l’esercito per sterminare 600mila cinghiali.

Questo è il quadro spaventoso di quanto sta accadendo. E non c’è molto altro da aggiungere se non che è necessario che qualunque persona si ritenga solidale con la lotta per la liberazione animale e voglia fare la propria parte per difendere le vite di questi rifugiati non deleghi, ma raggiunga non appena ne abbia la possibilità la zona di Pavia, per opporsi fisicamente al massacro che potrebbe avere inizio da qui a poche ore.

Mettiamo al servizio di chi ora ne ha bisogno più che mai il privilegio di specie che ci caratterizza. Anche se l’enormità della minaccia avanzata dai nostri nemici mette i brividi, anche se siamo oberate e stanche di non avere mai un momento di pausa tra un’emergenza e l’altra. Non abbiamo altra scelta se non quella di provare a resistere. I nostri nemici contano sul fatto che saremo poche e disorganizzate, incapaci di reagire a questa emergenza in modo tempestivo, diamogli del filo da torcere! Ci vediamo là.

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